Quando la fame modella la mente: il Minnesota Starvation Experiment
- Daicoro Principi

- 26 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 ora fa
Esiste uno studio che, più di ogni altro, ha cambiato il modo in cui i professionisti della nutrizione guardano alla restrizione calorica: il Minnesota Starvation Experiment, condotto negli anni '40 da Ancel Keys.

Oggi sappiamo che alcune condizioni psicologiche non sono la causa della malnutrizione, ma la conseguenza. Scopriamo cosa è successo ai volontari di questo storico esperimento.
L’esperimento: 6 mesi a metà calorie
Lo studio coinvolse 36 giovani uomini in salute, sottoposti per 3 mesi ad una dieta normocalorica, 6 mesi a una dieta che dimezzava il loro fabbisogno energetico (portandoli a perdere circa il 25% del peso iniziale) ed altri 3 mesi per tornare alla normalità. Ciò che emerse andò ben oltre la semplice perdita di grasso.
Risultati
1. Le modificazioni del comportamento alimentare
Con il progredire della fame, il rapporto con il cibo diventò ossessivo. I volontari:
impiegavano ore per consumare un pasto minimo, tagliando il cibo in pezzi piccolissimi.
Svilupparono una passione morbosa per libri di cucina e ricette.
Aumentarono a dismisura il consumo di caffè (fino a 15 al giorno), tè, spezie e gomme da masticare per "ingannare" lo stomaco.
2. L’impatto sulla mente e sulla socialità
Nonostante i partecipanti fossero psicologicamente sani all'inizio, la restrizione calorica scatenò quella che Keys definì "nevrosi da semidigiuno":
Emotività: comparvero depressione, ansia, irritabilità estrema e apatia.
Socialità: l'interesse verso gli altri e il desiderio sessuale svanirono quasi completamente. Gli uomini tendevano a isolarsi, concentrati unicamente sulla prossima (scarsa) razione di cibo.
Cognizione: la capacità di concentrazione e il giudizio critico crollarono.
3. I cambiamenti fisici e il metabolismo
Il corpo, per sopravvivere, entrò in modalità "risparmio energetico". Il metabolismo basale diminuì fino al 40%. I volontari soffrivano costantemente il freddo, riferivano vertigini, perdita di capelli e una stanchezza cronica che rallentava ogni loro movimento.
4. La riabilitazione e il "set point"
Durante la fase di recupero, molti uomini persero il controllo dell'appetito, sperimentando vere e proprie abbuffate che arrivarono anche a circa 10000 kcal al giorno. Un dato fondamentale? Il corpo non si lasciò "riprogrammare" a un peso più basso: dopo l'esperimento, i volontari tornarono gradualmente al loro peso di partenza (superandolo a volte del 10%), dimostrando la forte propensione biologica dell'organismo a difendere il proprio equilibrio.
Perché questo studio è fondamentale oggi?
Il Minnesota Starvation Experiment ci insegna che la fame cambia chi siamo. Per chi soffre di disturbi dell'alimentazione o per chi si sottopone a diete eccessivamente restrittive, molti dei sintomi sperimentati (ansia, ossessione per il cibo, isolamento) sono segnali biologici di malnutrizione.
Ristabilire un peso normale e un'alimentazione adeguata non è solo una questione estetica, ma il passo necessario per restituire alla persona le proprie funzioni psicologiche e sociali.
Non è questione di volontà, ma di biologia.
Curiosità sul Minnesota Starvation Experiment
Queste furono le parole di Ancel Keys: “Il cibo diventò l’argomento centrale della conversazione […] il pensiero coerente e creativo diventò alterato […]. Il tempo impegnato per la ricerca del cibo aumentò a spese dello svago. Sintomi psichiatrici furono la regola come la depressione e le idee suicidarie”.
In un'intervista fatta molti anni dopo, tutti i partecipanti furono d’accordo sul fatto che avrebbero ripreso parte all'esperimento, che gli aveva cambiato profondamente l’esistenza. Molti di loro presero parte alla ricostruzione delle zone di guerra in Europa, lavorando presso i vari Ministeri o comunque in ambienti diplomatici.
Ti sei mai chiesto se quel senso di irritabilità o altri segnali "insoliti" siano legati alla tua dieta? Se senti che il tuo rapporto con il cibo sta diventando una prigione, è il momento di parlarne. Contattami utilizzando il tasto qui sotto : la salute parte dalla libertà alimentare.




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